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Lunedì, 25. Giugno 2007

ALCUNI PIU' DI ALTRI
di faith5bye, 12:23



ALCUNI PIU' DI ALTRI

LEGGO DELL'ALTRO :
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Some more than others tradotto da Sammyedevis e Minharker  e Cuccussette – Autore Faith5bye - Angst/Dramma -  Per lettori maturi – Sirius non ha mai capito la vera entità della dedizione alla causa. - Author: faith5bye5 – Angst / drama  - Fiction Rated: M- Sirius had never realised the true extent of Snape's dedication to the cause. The revelation terrifies him.

http://www.fanfiction.net/s/2802233/1/


Sirius ingollò un’altra riluttante sorsata di birra dei Babbani. Spesso si era davvero goduto quelle bevande semplici. Fece una smorfia appena il gusto amaro gli assalì la gola. Il miscuglio aveva un sapore denso, amaro, a differenza del ricco aroma corposo del più familiare Firewhiskey.
Le labbra di Sirius si piegarono per il disgusto. Si spostò dal bancone a una posizione più riparata tra le ombre di una paratia.
Il ristretto bar dei Babbani era affollato tanto da non essere confortevole, da vagabondi e sottoproletari di ogni genere, che gridavano e mugugnavano sguaiati. Sirius in silenzio studiò la folla.
Non a caso l’Ordine aveva scoperto che parecchi raduni dei Death Eater erano capitati proprio lì, per scambiarsi informazioni e riferire messaggi. Due membri dell’Ordine erano stati piazzati strategicamente nel bel mezzo della confusione, per paura che tutti quegli affari dei Death Eater potessero provocare pestaggi oppure omicidi di Babbani.
Sirius non sapeva chi fosse il suo compagno quella serata, e non aveva visto nessuno che riconoscesse nemmeno in modo remoto. Ovvio era possibile che il suo complice fosse mascherato, e in quel caso sarebbe stato questi a dovere andare da lui.
Sirius tracannò un’altra lunga sorsata di birra e guardò un uomo barbuto proporsi ad una ragazza abbigliata in modo indecente; con ribrezzo notò che non era più vecchia di Hermione Granger. Era atroce considerare cosa poteva aspettare la giovanetta, con un simile bruto, ma Sirius non poteva permettersi di intervenire. Dumbledore gli aveva impedito di causare il minimo inconveniente o di usare anche la più lieve magia eccetto in caso di ‘grave emergenza’, così da evitare di venire intercettato dagli incantesimi difensivi dei Death Eater.
Sirius gemette in fondo alla gola vedendo l’uomo ritirarsi con la giovane in una stanza retrostante, non visto dal rozzo mucchio di individui che gli pulsavano attorno. In un altro tavolo buio un uomo minuto con occhiali era seguito da un uomo grosso con un completo nero, che aveva un preciso contatto di sguardi con una coppia di sicari che s’appoggiavano rigidi alla parete. Comunque, lo spesso rigonfiamento nella tasca sul petto dell’aggressore suggeriva da vicino il possesso di un’arma dei Babbani. Sirius di conseguenza si costrinse a liquidare la minaccia dell’uomo come irrilevante e non collegata alla sua causa.Scrutando il grosso della folla intossicata e ovviamente Babbana, lo sguardo di Sirius venne attratto da un lieve movimento nell’angolo del bancone. Si accigliò sorpreso, avrebbe giurato che il bancone fosse stato vuoto fino ad un istante prima.

La figura slanciata indossava un lungo cappotto nero, allacciato alla vita da una larga cintura, di certo per proteggersi dal gelido vento esterno, ma che serviva solo a evidenziare il corpo ridicolo e magro del suo proprietario- forse apposta, si rese conto Sirius – i suoi pensieri tornarono alla ragazza nella stanza buia, ma Sirius trovò l’idea del corpo emaciato al bancone più repellente che attraente, dopo i propri trascorsi ad Azkaban.
Nonostante l’ovvio esibizionismo nelle pose, la creatura al bancone era tremendamente discreta, quasi invisibile nella calca. Dita lunghe, belle e delicate emergevano dai ciuffi neri dei capelli, e Sirius le guardò avvolgersi lente attorno a un bicchiere piccolo e sottile, colmo di un liquido ambrato.
Anche nella sua relativa vicinanza, Sirius non poteva rintracciare alcun tratto del volto cesellato, dato il fatto che gli dava le spalle, appollaiato sull’alto e pericolante sgabello del bar.

La visuale in movimento di Sirius venne tappata appena quattro uomini piombarono sgraziati nella sua via, ridendo con rancore. Sirius digrignò i denti per la frustrazione, dispiaciuto perché desiderava dare un’altra occhiata alla figura enigmatica da cui sentiva attrarre l’attenzione.
Ci fu uno sbatacchiare, e Sirius si rese conto che l’uomo più largo era arrancato all’indietro, ed era finito addosso alla fragile sagoma, sbatacchiando l’oggetto dell’attenzione di Sirius brutalmente contro la cassa.
Notando la sagoma per la prima volta, l’uomo sorpreso felicemente gettò un braccio attorno alle spalle strette, e strofinando il corpo contro il suo, “Mi spiace carissimo! Che te ne pare se faccio che-“
L’uomo si scansò con un improvviso grido da ubriaco, lentamente rimpiazzato da un ghigno schivo che dominò i lineamenti mentre le braccia virili lo spingevano via, e la sagoma rigirò con movimenti acuti.
“Qua, amici!
Quardate questo!”Gli uomini ondeggiarono pericolosamente verso i due, si avvolsero sulla sagoma tesa ed immobile, poi risero sguaiati appena videro il volto.
“Tutto bene, signorina ?" lo derisero, mentre un altro sollevava i lunghi risvolti del cappotto e del completo, e li strattonarono in derisione.

La mano di Sirius si strinse sul bicchiere.
“Giovanotti – ora basta, questo bar è aperto a tutti.” Il barista intervenne deciso, esitando apposta nel ripulire il sotto del banco.
Sirius si rilassò assai contro la paratia quando gli uomini si ritirarono, sghignazzando soddisfatti, e uno passò le dita nei capelli color ossidiana mentre se ne andava.
Sirius spesso sentiva la responsabilità di proteggere gli innocenti che vedeva offesi parte dei suoi doveri – gli occhi andarono dallo sgradevole corriere assediato dai sicari all’angolo, alla figura esile, vestita di nero, che tremava di sollievo – più di ogni latro.
Allora Sirius vide il barista chinarsi e mormorare, “Ascolta, fossi te mi defilerei – solo consiglio da amico, ecco – adesso qua non avrai che guai.”
La sagoma si irrigidì, le spalle sottili si tesero in sconforto. Sirius fu intrigato per quanto aveva trovato così coinvolgente riguardo quella persona: era come una specie di potente energia che attirava la sua attenzione verso il personaggio. C’era qualcosa di stranamente familiare nel portamento.
Scrutò rapidamente gli altri bevitori con un poco entusiasta senso di responsabilità, e sospirò frustrato – non ci sarebbe stato nessun raduno quella notte, proprio non c’era traccia di guai. Che estremo spreco di tempo…

Gli occhi gli andarono all’orologio nell’angolo. Erano le due del mattino. Tutti precedenti traffici erano avvenuti prima di mezzanotte.
Sbuffò pensando all’ora della nanna dei Death Eater, e tornò a guardare la figura, a cui il barista stava ancora sussurrando con tono sommesso. Sirius si accigliò, la mascella gli cadde aperta non appena la figura si ritrasse e si alzò. Non era una donna! E non poteva immaginare o ricordare fatto alcuno nella vita di quella persona che inducesse a pensare in quel modo! Quando si alzò, il cappotto ricadde e Sirius intravide il caratteristico ondeggiare di una tunica messa sotto. Come notò il lampo di uno zigomo appuntito e pallido, seppe immediatamente l’identità della misteriosa figura che si defilò silenziosa verso l’uscita retrostante del pub.

Snape! Quello era stato Snape? Quando mai l’uomo era diventato così terribilmente magro? Era qui per l’Ordine? Sirius si maledisse, avrebbe dovuto essere più vigile. Oh… Snape faceva finta d’essere un Death Eater? No, non lo sarebbe stato, non mascherato a quel modo. Perché lo stupido bastardo avrebbe indossato le sue tuniche, invece del completo da Babbani che anche lui aveva adottato? Di certo Snape  non poteva credere che quel ridicolo cappotto coprisse tutto!
I pensieri esasperati di Sirius vennero interrotti quando vide il familiare e rude uomo far segno agli amici e  gesticolare, dopo che Snape si era defilato. Si trovò a fissarli preoccupato, appena gli uomini ingurgitarono i loro drink, e seguirono Snape passando dalla porta di dietro. Severus imprecò tra i denti, e si passò una mano tra i capelli.
Quegli uomini stavano andando a prendersela con Snape. Non ne aveva dubbio – dovevano aver pensato che l’uomo fosse un ben strambo essere. Più volte Harry aveva spiegato a Sirius quale equivoco fosse per gli stregoni indossare tuniche, o qualsiasi cosa simile a una gonna, nel mondo dei Babbani.
I Babbani non erano così tolleranti delle devianze quanto lo erano gli stregoni. Era ridicolo. Decise velocemente. Lasciò il suo drink. Sapeva che Snape era ben capace di difendersi, ma lui doveva rendere conto a Dumbledore della sicurezza dell’uomo. D’altra parte, Sirius voleva alcune spiegazioni per suo conto.

Con un’ultima occhiata ai suoi avventori, Sirius si fece strada attraverso il pub, alla porta. Uscì in un vicolo buio pesto, e notò la silhouette di Snape nella luce della luna, in fondo alla stradina. Veniva trattenuto da tre uomini. Sirius sobbalzò nel vedere le loro tre enormi moli premute contro la figura scheletrica di Severus. Le voci corpose e sordide degli uomini risuonarono nell’aria mentre parlavano in faccia a Snape.
“Cosa vuoi dire, allora? Comportarti a quel modo con noi !”
“Vuoi essere una signorina, vero?
Vuoi sanguinare ?”
“Per quanto la vendi quella tua carcassa puzzolente? Avremo uno sconto se siamo in quattro?”
“Nah, non puoi pagare per una pelle come questa ! – Sarà gratis …”
Sirius rimase gelato sul posto, incapace di muoversi. Snape venne tirato contro il muro e i quattro uomini calarono su di lui. Le sue braccia decise si scagliarono contro gli attaccanti, ma i pugni erano troppi e tutti assieme, e un particolare uppercut distrusse il suo equilibrio, mentre un manrovescio calato sulla nuca fece vacillare i ginocchi, mentre si spingeva contro la parete restando malamente ritto.

I colpi proseguirono senza tregua, accompagnati dai rantoli e dai sibili di Snape, fino a quando un calcio violento nello stomaco lo gettò in ginocchio e gli fece vomitare sangue sul selciato. Quando Snape cadde a terra, un uomo gli afferrò i polsi, e lo inchiodò a terra sulle pietre sconnesse con la suola dello stivale. Snape si torceva e scuoteva mentre pugni feroci raggiungevano le parti più vulnerabili del petto e dei fianchi.
I tre uomini sghignazzavano mentre lo tormentavano, e il quarto uomo si inginocchiò, agguantò Il dietro della tunica di Snape e lo strattonò con estrema violenza, agguantandolo per la cintura.
Sirius di colpo passò all’azione e lo fece con tanta velocità che inciampò in una pila di posacenere così che provocò un forte schianto nel vicolo. Si fece avanti, facendo saltar fuori la bacchetta dalla tasca interna della giacca.
“Puneo!” gridò Sirius, e percorse il viottolo mentre la sua magia soffocava i quattro attaccanti, che scapparono gridando, con vesciche che si rialzavano su tutta la carne.

“Snape! Snape! Severus.. “ Sirius cadde in ginocchio accanto a Snape, che ancora giaceva inerte a terra. “Dio.. stai bene?” Posò la mano con delicatezza sulla spalla dell’uomo, di colpo ogni inimicizia venne dimenticata. “Santo cielo, dai…"
Di colpo Snape scattò in piedi, barcollando, e aggrappando si alla tunica in modo da tenerla il più possibile chiusa. Notando Sirius, ghignò arrabbiato. “Cosa diavolo pensi che stessi facendo?”
Un distante lampione illuminò i denti insanguinati e i vasi sanguigni rotti nell’occhio sinistro. Sirius di colpo si riempì di indignazione e rabbia. “Cosa intendi ! – Volevi che accadesse? Perverso sciocco, hai idea di cosa stessero per –“
“Dumbledore disse che non potevamo usare la magia a meno non fosse una vera emergenza…”
“Vuoi dire che hai scelto di non difenderti? – Quella era proprio una sacrosanta emergenza!”
“Al contrario, Black, ho fatto tutto il possibile per difendermi, ma semplicemente non ci sono riuscito."
“E proprio.. mai, hai … cercato di usare la magia?”
Snape sbuffò a Sirius, ma lo sguardo rimase vuoto e parve quasi tristemente accostava le braccia sullo stomaco maltrattato e scosse piano la testa.
“Sei stato fuori dal gioco per un bel po’, Black. Tutti quegli anni ad Azkaban. Non hai idea degli orrori che costituiscono un’< emergenza > adesso. La prossima volta, non disobbedirai agli ordini di Dumbledore a meno che la situazione non lo meriti veramente. Vivi un po’ di più nel mondo reale; ti renderai conto che alcune cose sono più importanti… fanno più danni di altre.”



Il sangue di Sirius si raffreddò mentre guardava Snape zoppicare silenzioso nella notte – il passo raccontava fratture e ossa spezzate sotto i lividi superficiali.
Sirius si sentì uno scolaretto, in confronto all’uomo che era diventato Severus.
Ciascuno dei soldati si Dumbledore doveva essere pronto a far sacrifici per la causa.
Alcuni più di altri.


------------- F I N E --------------

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